Le Sculture - I materiali

 

  • creta
Anche nota come argilla, è sicuramente uno dei materiali più antichi che l'uomo abbia mai usato; la ragione di questo sta nel fatto che essa, impastata con acqua, manifesta un'eccellente plasticità. La plasticità dell'Argilla è quella proprietà che permette di modellarla senza aggiunta di additivi con funzione legante, oltre alla sola acqua. L’argilla è un materiale inorganico appartenente all'idrosfera, e in particolare al suolo terrestre, che presenta una sua precisa struttura cristallina; questo particolare la differenzia dai fanghi che invece sono sostanze amorfe, le cui molecole cioè non hanno una precisa organizzazione, e che sono derivati da una trasformazione chimica e biochimica avvenuta su detriti organici di origine vegetale o animale, per opera di agenti atmosferici quali calore, pioggia, vento ecc., ma anche a causa dell'attacco di microorganismi come batteri, lieviti, muffe, ecc. L'Argilla quindi presenta una struttura cristallina ben definita che serve a classificare e a distinguere i vari tipi di Argilla attraverso l'esame ai raggi X. Esiste, infatti, una grande varietà di Argille; le più comuni sono le Argille bianche, dette caoliniche (questo nome deriva dalla collina cinese Kao lin, da cui venne estratto per la prima volta questo minerale), le Argille rosse, che hanno questo colore per la presenza di Ferro in un particolare stato, e le Argille verdastre o grigiastre, il cui colore è dato sempre dal Ferro ma in uno stato chimicamente diverso. Infine, si distinguono la terraglia dale refrattarie e semirefrattarie. L'argilla viene cotta ad almeno 700° C circa che è la temperatura sufficiente perché diventi robusta e dura. Più alto e il calore e più compatta, forte e vetrificata sarà l'argilla cotta. Alcune argille, specie i caolini, continuano ad indurirsi anche oltre il "cono 14" (1400° C) (cerca nel glossario il termine); ad un certo punto però, tutte si rammolliscono e diventano vetri.

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http://www.artegiando.it/manuale_terracotta.htm

http://www.ceramicaraku.com/

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  • pietra leccese e carparo
La Pietra del Salento, meglio nota come “Pietra Leccese”, ha origini molto antiche. Nel 1800 gli studiosi le attribuirono come datazione storica indicativa nel periodo del Terziario chiamato Miocene e durato da 23 a 17 milioni di anni fa. Tuttavia ancora oggi non è facile determinare le radici storiche di una struttura così remota e complessa, il cui carattere è stato temprato da milioni di anni di storia.
La Pietra Leccese risulta essere una roccia calcarea della famiglia delle calcareniti mioceniche di facies marina. Dal punto di vista petrografico è un calcare marnoso di colore giallo-paglierino costituito da un impasto poroso, omogeneo e di grana fine.
Le sue caratteristiche, duttilità, lucentezza, eleganza, sono impreziosite dalla presenza di numerosi frammenti fossili, rappresentati soprattutto da specie planctoniche e bentoniche. La pietra leccese è di colore giallo paglierino, a grana fine quasi tendente al bianco.
E' una pietra compatta che si presta alle lavorazioni più artificiose. La pietra leccese (il marmo dei poveri) è il materiale che ha consentito l'esplosione del barocco a Lecce e nel Salento. Gran parte delle cave di estrazione, a cielo aperto, si trovano nella Grecìa Salentina, nell'area compresa tra Melpignano, Cursi, Maglie e Corigliano. Il differente grado di durezza del materiale determina la sua utilizzazione: i banchi di calcare morbido, più superficiali, sono utilizzati per l'estrazione di pietra da utilizzare per realizzare sculture, decorazioni; dai banchi profondi, di pietra più dura, si estrae il materiale da costruzione, per piani di calpestio e la pietra refrattaria, utilizzata per i caminetti. Il carparo, invece, è un materiale più duro, si presenta con una colorazione di un giallo intenso, quasi dorato e la sua superficie è più porosa e meno levigata rispetto a quella della pietra leccese. La pietra Leccese e il carparo sono due qualità di pietre che vengono estratte nel Salento e, che hanno carattere espressivo nelle diverse applicazioni architettoniche sia come architettura per esterni, sia per interni.

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http://www.edilpro.it/pagine/liv2.asp?IDP=140&code=37

http://www.salentribe.it/pietra.html

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  • marmo

Il marmo che è una roccia metarmofica formata da cristalli di carbonato di calcio di dimensioni quasi microspiche. Essa si è originata da rocce preesistenti che, a seguito di forti variazioni del loro stato fisico (pressione e/o temperatura) hanno subito una modifica della struttura cristallina tale da essere trasformate in tipi di rocce completamente differenti. Nel caso del marmo di Carrara la roccia originaria era un calcare simile a quelli che attualmente costituiscono le scogliere coralline dei mari tropicali. La sua formazione risale al periodo geologico Giurassico Inferiore, circa 190 milioni di anni fa. Se nell'accezione corrente fra i non addetti ai lavori è identificato spesso soltanto con il Marmo Bianco o il famoso Statuario, in realtà il Marmo di Carrara è rappresentato da una varietà di tipi con differenti caratteristiche cromatiche e strutturali.

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